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Daniela


C'era il sole quel pomeriggio di giugno. Ricordo la sala parto e le piastrelle verdi. Ero lì come la terra accogliente e tu dentro il mio corpo eri il frutto che per nove mesi eri fluttuato ora lieve ora impetuoso nel mio mare. Eri stato un'onda calma, quieta, in un momento doloroso della mia vita, mi avevo dato la forza, avevi mitigato la malattia di mio padre. Mentre ti aspettavo ti immaginavo con due occhi neri e i capelli ricci come i miei. Avrei voluto per te un mondo senza dolori, senza incertezze. Così quando sei sguizzato dal mio corpo ho capito subito che saresti stato tu il senso della mia esistenza., la parte più bella di me.
IL COLORE DELLA DOLCEZZA: il rosso dei papaveri

LA CANZONE DOLCE: Figlia di Roberto Vecchioni

IL DOLCE PREFERITO: la zuppa inglese.



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